
Star Wars - the Clone Wars
Quando in “the New Hope” un filosofico Obi Wan (Sir. Alec Guinnes) narrava “della Guerra dei Cloni” ad un sorpreso e affascinato Luke Skywalker… tutti arrivammo a domandarci se avremmo mai potuto vedere o “vivere” quello “squarcio” storico tanto importante, che avrebbe segnato la fine della Repubblica Galattica, nata dalla pena di George Lucas! Finalmente quel capitolo tanto atteso (dedicato alla Guerra dei Cloni) è giunto nella nostra Galassia; sotto una pirotecnica pioggia di cartoons ed effetti speciali abbaglianti! Un nuovo sfavillante look dunque, per il primo film di animazione della Lucasfilm Animation.
Sinossi - Mentre le “Guerre dei Cloni” sconvolgono la galassia, gli eroici Cavalieri Jedi si battono per mantenere l’ordine e riportare la pace. Un numero crescente di sistemi stellari cade preda delle forze del lato oscuro, mentre la Repubblica Galattica è sempre più minacciata dai Separatisti e dal loro immenso esercito di droidi. Anakin Skywalker e la sua allieva Padawan Ahsoka Tano (nuova entrata che strappa più di un sorriso) si trovano coinvolti in una missione di cruciale importanza, una missione che li porrà di fronte al signore del crimine Jabba the Hutt. Ma il Conte Dooku e i suoi malvagi agenti, compresa la spietata Asajj Ventress, non si fermeranno davanti a niente pur di impedire che Anakin e Ahsoka riescano a portarla a termine.
A conti fatti questo nuovo style animato calza a pennello nei riguardi di una delle Saghe più amate di tutti tempi. Certo, fa lievemente impressione osservare personaggi tanto amati (come Obi Wan, Anakin o Yoda) muoversi come felini guerrieri in una escalation di sparatorie multicolore ed intrighi politici “made in realtà”, ma il tutto gira con assoluta perfezione grafica e musicale. La regia di Dave Filoni invece è estremamente “pulita” nei minimi dettagli, soprattutto nei momenti in cui concede centralità assoluta ai molti duelli che popolano la pellicola. Le basi, per l’attesa serie tv animata che dovrebbe partire a mesi nelle Tv americane, ci sono. Non ci resta altro che aspettare, vedendo all’uscita sala, orde di bambini che si sentono un po’ piccoli Jedi, intenti a sguainare le loro finte spade laser da sogno!
a cura di Riccardo Iannaccone
Respirando l’aria della libertà…
Kung Fu - Panda
Dreamworks ritrova la pace interiore, sfuggendo l’ombra del successo di Shrek che ancora la perseguitava, nonostante buone prove successive (Shark Tale, Madagascar).
La sceneggiatura viaggia senza affanni, e soprattutto resta sospesa fino alla fine sulle corde riflessive, senza moralismi. E la scena finale del riposo sembra quasi una delle chiavi di lettura, ancor più della pergamena: i limiti delle possibilità umane sono valori, con cui essere in pace.Decameron Pie
Il Decameron, la raccolta di novelle scritte da Boccaccio nel 14° secolo, è senza dubbio uno dei classici della letteratura trecentesca italiana, studiato da generazioni di studenti di tutte le scuole. Ambientato durante la Peste che colpì Firenze nel 1346, il libro racconta la storia di sette ragazzi e di tre giovani donne che fuggono dalla città infestata dall’epidemia, rifugiandosi nella campagna fiorentina. Nel corso dei dieci giorni trascorsi insieme in una villa, ognuno di loro racconta una storia, dando vita al Decameron, una raccolta, per l’appunto, di 100 novelle. Lo scrittore-regista David Leland ha però, in questo caso, voluto rileggere il Decameron in termini assai più moderni, trasformandolo in un film il cui obiettivo è quello di catturare il pubblico contemporaneo. Da questa idea di base nasce: DECAMERON PIE – che vede al centro della vicenda lo sciupafemmine Lorenzo de Lamberti (Hayden Christensen), un giovane avventuroso, oggetto dell’odio del ricco Gerbino de la Ratta (Tim Roth), che ne fa il suo bersaglio. Per sfuggirgli, Lorenzo si allontana da Firenze, e trova rifugio presso un convento, dove inizia a lavorare come giardiniere (…)
“Boccaccio è stato geniale nel modo in cui ha legato fra loro le singole storie”, afferma Leland. “Il Decameron è un classico della letteratura da 600 anni proprio perché leggerlo è un vero piacere. In esso c’è tutto ciò che caratterizza gli esseri umani e i loro desideri. Non è un caso che la gente lo apprezzi e non è un caso che Chaucer e Shakespeare ne siano stati ispirati. Il libro mette in scena uno spiccato appetito per l’amore e celebra la natura umana. Aiuta a comprendere la dinamica fra gli uomini e le donne”.
I produttori Dino e Martha De Laurentiis per primi hanno concepito l’idea di un approccio contemporaneo al Decameron. Dino De Laurentiis in primis conosceva bene l’opera di Boccaccio, avendone già prodotto due versioni per il cinema. Tuttavia aveva in serbo un ulteriore approccio all’opera, un’idea che doveva restare si fedele allo spirito trecentesco, ma staccandosi dal purismo del Decameron, avvinghiando e coinvolgendo con il tema del sesso il pubblico odierno. L’inglese Leland, che ha esordito con il grande successo di pubblico e critica “WISH YOU WERE HERE”, si districa bene maneggiando con cura riprese e tagli di scena; e rendendo fluida la narrazione tanto goliardica quanto folle. Il Film (il cui titolo italiano non rispecchia a pieno le possibili potenzialità) si fa guardare in fin dei conti per quello che è, conquistando il suo pubblico di stoccata in risata per semplicità e freschezza. Nell’arido settembre che ci accoglie, ci troviamo di fronte ad un accurato lavoro per passare una serata in allegria e compagnia! Lo spettatore è avvisato.
A cura di Riccardo Iannaccone
X-Files: Voglio Crederci
Questa volta niente alieni o misteri provenienti dallo spazio; X-Files torna più umano che mai, concentrando le proprie attenzioni sull’umanità e sul rapporto d’amore (ed era anche ora) tra Mulder e Scully; mentre attorno a loro si sviluppa un angosciante thriller, tra mercato d’organi, esperimenti e sensitivi in cerca di redenzione.
Molti fans potrebbero anche storcere la bocca per l’assenza nel plot dei cugini di E.T; ma il secondo film dedicato alla saga creata da Chris Carter e Frank Spotnitz si dimostra a sorpresa un lavoro curato nei minimi dettagli. Avvincente nelle sue sotto-trame, e spesso riallacciato ad “episodi” della famosa serie. Spiccano, tra una scena e l’altra, un uso sapiente degli effetti speciali ed una sceneggiatura che sa cogliere in pieno lo spirito del progetto e le sue radici; cioè scoprire Mulder e Scully andando ancor più in profondità: il loro cuore, i loro problemi, il loro problematico amore.
“Io e Chris – rivela Spotnitz – abbiamo dato uno sguardo profondo ed emozionato a Mulder e Scully e al punto in cui si trovano nel loro percorso di vita. Anche per questo credo piacerà alla gente che ha amato la serie. Spavento, surrealtà, paura... tutto rimane inalterato; mantenendo il proprio fascino”. Un cerchio dunque che si chiude nel mondo X-Files, fornendo risposte e allargando il campo della ricerca umana, miscela di dolori e rimpianti. Cose che gli alieni davvero non possono sperare di capire!
di Riccardo Iannaccone
Sta per tornare... l'attesa è GRANDE. 19 SETTEMBRE 2008

Batman esordio da record

(ANSA) - ROMA, 24 LUG - Il Cavaliere oscuro, il sequel di Batman Begins, uscito ieri in Italia, ha incassato 700 mila euro nel primo giorno di programmazione.Il dato e' stato diffuso da Cinetel.Il film registra cosi' il secondo risultato di sempre per un'uscita in un giorno di luglio, superato solo da Harry Potter e l'Ordine della Fenice, uscito l'anno scorso l'11 luglio.''Il pubblico sa premiare i buoni film indipendentemente dalla data di uscita'' cosi' Paolo Protti, presidente dell'Anec, commenta il risultato.
HELLBOY 2
Gli eroi non s’hanno da dimenticare
E’rosso e non particolarmente bello. Ha un carattere difficile, esibisce sulla fronte due corna segate e il suo braccio destro è un po’ più pesante del normale… Hellboy, creatura infernale creata dal fumettista Mike Mignola, torna a rivivere sul grande schermo più in forma che mai in questo esplosivo sequel.
J.J Abrams colpisce ancora: Fringe

Fringe è il quarto telefilm nato dalla mente geniale di J.J. Abrams (dopo Felicity, Alias, Lost) insieme a Roberto Orci e Alex Kurtzman. E' interpretato da Joshua Jackson, John Noble e l’esordiente Anna Torv. Ancora non si sa molto su questo progetto che è stato presentato da poco al City Center di New York Dalle prime indiscrezioni (e dall'affascinante episodio pilota) si tratta di un thriller fantastico che strizza l'occhiolino allo storico X-Files. La trama (andrà in onda a fine Agosto) come si vede nel primo trailer rilasciato in questi giorni, racconta del volo internazionale 627 che atterra all'aeroporto di Boston con passeggeri ed equipaggio inspiegabilmente morti tra indicibili sofferenze all'interno di un Boeing rimasto assolutamente intatto. All'agente speciale FBI Olivia Dunham (Anna Torv) viene affidato l'incarico di indagare sul delicatissimo caso. Il mistero del volo 627 però rappresenta solo la punta di un enorme 'iceberg, sotto la quale si cela una sconvolgente verità. Chi conosce J.J. Abrams (basti pensare alla Leggenda Lost) sa che nulla è ciò che appare e nulla accade per caso!! sono sicuro che ne vedremo delle belle...
Superga Cinema premia con la Musa, in collaborazione con MarteLive
Carissimi Lettori,
al Contestaccio le premiazioni dei vincitori dell’ottava edizione di MArteLive/cortometraggi. Mercoledì 16 luglio in via di Monte Testaccio una serata di “gala” in stile MArteLive, una Notte dell’Arte emergente che avrà come protagonisti tutti i vincitori di MArteLive 2008 con ospiti speciali...
SupergaCinema sarà presente tutta riunita in questa serata nella quale verrà consegnato il Premio "Musa" by SupergaCinema. E' un passo importante in questo nostro percorso. Colgo inoltre l'occasione, anche, per allegare alcune foto della "Musa" realizzate dal bravissimo Andrea Pascarelli...

Conferenza stampa "Funny Games"
Intervista a Michael Haneke


Wanted regia di Timur Bekmambetov

L’incredibile trasformazione di un uomo normalissimo in un invincibile giustiziere-killer. Nel 2008 il mondo conoscerà l’eroe di una nuova generazione: Wesley Gibson!
Il ‘visionario’ regista TIMUR BEKMAMBETOV (creatore di Day Watch, uno dei film più importanti nella storia del cinema russo) dirige la complessa e intensa avventura del venticinquenne Wes (McAvoy), un fannullone che odia la propria vita da “sfigato”. Al lavoro il suo capo (una frustrata quarantenne mangiatrice di ciambelle) vive per tormentarlo di fronte agli altri impiegati che bivaccano davanti alle loro scrivanie. A casa, la sua ragazza regala favori sessuali a tutti tranne che a lui, compreso al suo ‘migliore’ amico. Non è strano quindi che il povero Wes ingerisca costantemente pillole contro gli attacchi di panico, trangugiandole come se fossero caramelle, fra un pasto confezionato e l’altro. Tuttavia, la patetica vita di Wes sta per cambiare, e la svolta eclatante gli risparmierà altri lunghi anni di insopportabile infelicità.
Pallottole ad effetto, “treni al deraglio”, tele che prevedono il Destino; tutto ciò e molto altro è “Wanted”, pellicola di assoluto valore, distribuito dal 2 Luglio, in Italia, dalla United International Pictures. Il film, ambientato nella notturna Chicago, fa sfoggio continuo di effetti speciali sbalorditivi, in una escalation imprevedibile quanto prevedibile di duelli sospesi nel vuoto. A condire il tutto: pistole griffate, ammiccanti “revisioni” in stile Matrix ed una Angelina Jolie in forma smagliante.
Erroneamente citato come film polpettone, dedicato ai teenager (niente di più falso), Wanted gioca su di una fotografia accecante (MITCHELL AMUNDSEN) e dialoghi al limite del grottesco, che donano brio all’intera struttura; mentre al centro di ogni azione si trova James McAvoy, principe assoluto della scena e attore in grande ascesa, qui affiancato da un silenzioso e onnipresente Morgan Freeman.
La vicenda scorre veloce, tra sequenze imperdibili e trappole narrative montate ad hoc. Il resto? Un finale a sorpresa degno di nota. Che cosa stiamo aspettando allora? Il “Leone” nascosto in noi FREME. Non possiamo far altro che riflettere su questa “verità” che accompagna i titoli di coda, arrangiati dal bravissimo Danny Elfaman.
di Riccardo Iannaccone
Il nostro Messia regia di Claudio Serughetti
di Giulio Della Rocca
Un film che mi ha ricordato due perle come “Identificazione di una donna” di Michelangelo Antonioni e “Sauvage Innocence” di Philippe Garrel…
L’uno per il rapporto carnale-spirituale che il protagonista Julien/Claudio Serughetti ha con le cinque giovani aspiranti attrici con le quali con-dividerà spazio e tempo, l’altro per le disavventure che i due registi vivono nella ricerca di un produttore.
Due paragoni importanti per un film importante!
Vero cinema indipendente che ci fa ben sperare…
Un ‘film nel film’ in cui realtà e finzione si intrecciano in uno strano incesto: la gestazione è stata lunga e sofferta – tre anni dal primo ciak all’ultimo come ironizza Sarah Maestri: “Posso dire di essere cresciuta con questo film, perché tra le scene iniziali e quelle a cui assistiamo verso la fine sono trascorsi tre anni nei quali sono invecchiata, e si vede.”
Bravissimi gli attori a cominciare, appunto, dalla Alice di “Notte prima degli esami” e le sue coinquiline Pauline/Vanessa Scalera, Sofia/Veronica Barbatano, Vanessa/Sarah De Marchi, Victoria/Maria Rita Cardella (che si esibiscono in una sequenza della serie la-prima-donna-sono-io da antologia); assolutamente credibile nel ruolo del bohemien francese Claudio Serughetti (che è dell’opera vero e proprio demiurgo: oltre ad esserne il regista, l’interprete principale, lo sceneggiatore e uno dei produttori firma anche la colonna sonora); apprezzabile è il cammeo di Dolcenera Taxi Driver aspirante cantante…, e geniale la figura del Critico/Tinto Brass che con un ‘prologo’ ed un ‘epilogo’ psicoanalizza la storia a mo’ di Ghezzi.
Poetico l’omaggio a Pasolini, colte le citazioni, calda la fotografia di Roma, mai banali le battute, riuscitissima la direzione degli attori (e delle attrici in particolare) tanto da risultare ‘complici’…
“Il nostro Messia” è stato girato con circa 35.000 euro, anticipati dalla Trees Pictures di Maurizio Santarelli e da un gruppo di coraggiosi produttori associati.
Il film è prodotto con la formula THE COPRODUCERS (gli attori e le maestranze sono tutti co-produttori e proprietari di quote del film) e distribuito dalla Apocalypse Flower, neo nata distribuzione indipendente, creata AD HOC per questo progetto da Gianluca De Maria (che figura anche fra i produttori associati).
Una operazione, dunque, che apre la strada ad altre iniziative come questa, un film-manifesto del Nuovo Cinema Indipendente Italiano che denuncia, lotta e va oltre il sistema produttivo e distributivo italiano… vera e propria altra “Casta” di un paese che guarda all’Arte e alla Cultura con sospetto considerandolo, al meglio, mero strumento di controllo e potere.
Sono opere come questa, però, che ci fanno sperare che Davide ricordi come si batte Golia!

Inizia il Festival di Cannes, l´attesa è finita, e come ogni anno che si rispetti sono tante le sorprese, le delusioni e le polemiche. Molti gli artisti in gara (due i film italiani in concorso, "Il divo" di Paolo Sorrentino e "Gomorra" di Matteo Garrone)... da Wim Wenders con "The Palermo Shooting" fino a Clint Eastwood con l´attesissimo "Changeling"; passando per Steven Soderbergh ("Che") o Atom Egoyan ("Adoration"). La Giuria invece, da sempre soggetta a critiche, sarà presieduta dal premio Oscar Sean Penn, affiancato da personaggi di spicco come Sergio Castellitto, Natalie Portman e Alfonso Cuaron. Non mancheranno però opere prime - come Synecdoche, New York di Charlie Kaufman che passa per la prima volta dietro la macchina da presa - o attrazioni fuori concorso (vedi Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen); per non parlare di proiezioni speciali dal fascino irragiungibile. Insomma le danze aprono il 14 Maggio, per concludersi il 25 dello stesso mese. SupergaCinema sarà presente, cercando con gossip, recensioni ed impressioni di far respirare il più possibile aria di cinema via web, nella concreta speranza di raccontare a voi, quella che è definita, da molti, la più importante kermesse cinematografica al mondo.
In Concorso
Le Silence de Lorna di Luc et Jean-Pierre Dardenne (BE)
Gomorra di Matteo Garrone (IT)
Il divo di Paolo Sorrentino (IT)
The Palermo Shooting di Wim Wenders (DE)
Delta di Kornél Mundruczó (HU)
Conte de Noël di Arnaud Desplechin (FR)
La frontière de l´aube di Philippe Garrel (FR)
Leonera di Pablo Trapero (AR)
Synecdoche, New York di Charlie Kaufman (US)
Changeling di Clint Eastwood (US)
Adoration di Atom Egoyan (CA)
Three Monkeys di Nuri Bilge Ceylan (TR)
My Magic di Eric Khoo (ID)
Linha de Passe di Walter Salles (BR)
Che di Steven Soderbergh (US)
24 City di Jia Zhangke (CN)
Serbis di Brillante Mendoza (PH)
Waltz With Bashir di Ari Folman (doc - IL)
La mujer sin cabeza di Lucrecia Martel (AR)
Fuori concorso
Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen(US -ES)
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo di Steven Spielberg (US)
The Good, the Bad, the Weird di Jee-woon (KR)
Kung Fu Panda di Mark Osborne & John Stevenson (US)
Proiezioni speciali
Sangue pazzo di Marco Tullio Giordana (IT)
The Ashes of Time Redux di Wong Kar Wai (CN)
Roman Polanski : Wanted and Desired di Marina Zenovich (US)
C´est dur d´être aimé par des cons di Daniel Leconte (FR)
Chelsea Hotel di Abel Ferrara
Of Time and the City di Terence Davies (UK)
Proiezioni di Mezzanotte
Maradona di Emir Kusturica
Surveillance di Jennifer Lynch
The Chaser di Hong-Jin Na

Speed Racer regia di Larry e Andy Wachowski

Cast Emile Hirsch, Christina Ricci, Susan Sarandon, John Goodman, Hiroyuki Sanada, Richard Roundtree, Benno Fürmann Regia Larry Wachowski, Andy Wachowski Sceneggiatura Larry Wachowski, Andy Wachowski, John Lau, Christian Gudegast Data di uscita Venerdì 9 Maggio 2008 Distribuito da WARNER BROS. PICTURES ITALIA
Speed Racer è un film dei fratelli Wachowski, trasposizione cinematografica della fortunata serie animata giapponese Superauto Mach 5, nata negli anni sessanta. Speed Racer è la storia, riadattata in chiave live action di un giovane pilota intenzionato a vincere con la Mach 5, una macchina da corsa realizzata dal padre, con una serie di trucchi e gadget elettronici del tutto particolari.
la recensione la
http://www.supergacinema.it/superga/modules/news/article.php?storyid=128
Lucas, finita saga di Star Wars

Il nuovo film di animazione non sara' un nuovo capitolo. (ANSA) WASHINGTON - La saga di Star Wars si e' conclusa con la morte del protagonista Dart Fener. Lo ha ribadito il regista George Lucas. Il nuovo film d'animazione tratto dalla saga, in uscita nelle sale cinematografiche il 15 agosto col titolo 'The clone wars', non sara' quindi una continuazione della serie cinematografica. La pellicola, ha spiegato Lucas, riguardera' momenti precedenti a quando Anakin Skywalker ha indossato la maschera nera di Fener.
Iron Man senza rivali al botteghino

Oltre 3, 2 mln di incassi nel week end per film con Downey jr! Un incasso dunque da vero supereroe. Iron Man ha vinto la battaglia del box office anche in Italia nel primo week end di uscita. Nonostante il lungo ponte del primo maggio, gli incassi del film interpretato da Robert Downey jr. sono stati quasi da stagione invernale: 3.240.045 euro secondo i dati, nettamente superiore a quella del secondo classificato (Saw 4 con 2.560 euro).
Film svedese vince Tribeca Festival

(ANSA) - NEW YORK, 2 MAG - La giuria del Tribeca Film Festival di New York ha premiato come miglior film un'opera svedese su bulli e vampiri. Il film, 'Let The Right One In', di Tomas Alfredson, racconta di un giovane vittima del bullismo che fa amicizia con una ragazza vampiro. La pellicola, firmata dal regista svedese Tomas Alfredson, ha vinto il premio nella categoria World Narrative Feature Competition, dove era in concorso anche il film italiano con Nanni Moretti ''Caos calmo''.
SupergaCinema BLOG cambia VESTE!

Si cambia veste! Superga Cinema che ha lanciato definitivamente la sua rivista settimanale online (al sito: www.supergacinema.it ), la quale in meno di un mese ha superato i 1000 contatti... SI RINNOVA! Un rinnovamente che va dal cartaceo (iscritto al tribunale di roma, mensile di approfondimento cinematografico, cui ci si può abbonare, per riceverlo comodamente a casa!) SINO ALL'AMATISSIMO BLOG! Quest'ultimo infatti d'ora in poi si espanderà nel web, come sottobosco di notizie, ricerche, link e opinioni. Luogo di incontri, discussioni e idee! Un blog da suddividere in 4 aree di interesse:
a) News: Notizie da sapere, nascoste e non nascoste, vere e false, per una informazione più completa
b) Consigli al cinema: Cosa esce al cinema? che vedere? Recensioni e informazioni sui migliori film della settimana (in uscita).
c) Speciali: Interviste, Festival e molto altro
d) Trailer: chiacchiere da trailer, e con esse minirecensioni e tante immagini.
E allora buona lettura; e che Superga sia con Voi! www.supergacinema.it
GONE BABY GONE
di Alessandra Cavisi
Boston, di nuovo lei, di nuovo i suoi quartieri malfamati e i suoi abitanti scalcinati. Ce l’aveva già raccontata Clint Eastwood con Mystic river, ci riprova Ben Affleck con Gone baby gone e ci dimostra di essere davvero abile dietro la macchina da presa. La voce narrante iniziale mostra l’attaccamento del regista (e di rimando anche di suo fratello) a quella città, a quelle strade, a quelle storie. Storie come quella raccontata nel film, scritta a quattro mani da Aaron Stockhart e Ben Affleck stesso, ma molto simile a quelle che si sentono nei tg tutti i giorni che non fanno altro che speculare e guadagnare su tragedie di qualsiasi genere, così come viene ampiamente mostrato nella pellicola che, pur essendo un thriller, non si risparmia di accusare certe verità della nostra società. Parte nel più classico dei modi questo esordio di Affleck alla regia, ma si snoda in maniera del tutto inaspettata, lasciandoci allibiti sia per lo svolgersi dei fatti sempre più intriganti e rivelatori di colpi di scena e di risoluzioni del giallo, sia per la profondità dei contenuti e delle riflessioni, non limitandosi a proporre lo scioglimento dei dubbi circa i colpevoli e le vittime, ma rimescolando le carte in tavola e lasciandoci decidere se i colpevoli sono davvero colpevoli e le vittime davvero vittime e soprattutto se è sempre giusto mantenere le proprie convinzioni o cercare di adeguarsi e aprire la propria mente a seconda delle situazioni.
E’ Patrick (un sorprendente Casey Affleck che sta dimostrando pellicola dopo pellicola la sua maturità di interprete intenso ed espressivo) il vero perno di questa pellicola. È nel suo personaggio che riscontriamo il tema della moralità, che è l’oggetto principale dell’attenzione del regista. Un ragazzo cresciuto nei quartieri malfamati di Boston, ma deciso a venirne fuori e aiutato nel suo intento dalla fede e dalla religione. Dio gli ha insegnato che per meritarsi il Paradiso, nonostante la difficoltà della vita che ti circonda di peccatori e malfattori, bisogna essere “agnelli in mezzo ai lupi”. Patrick impara la lezione e cerca di metterla in atto, facendo sempre la cosa giusta, almeno secondo le sue convinzioni, e rispettando la legge a tutti i costi, anche se magari la si è elusa per un bene superiore.
A ruotare attorno alla sua figura, numerosi personaggi rappresentanti di un’umanità descritta nel più pessimistico dei modi, anche se poi il finale aperto lascia ampio spazio alle elucubrazioni personali dipendenti dalla sensibilità e ricettività dello spettatore. Il più interessante di questi è sicuramente Helen, la mamma di Amanda (una straordinaria Amy Ryan, davvero molto intensa e struggente), una donna alla deriva della vita, che assume una quantità allucinante di droghe e frequenta locali e persone poco raccomandabili. A completare il quadro ci sono Angie (Michelle Monoghan) la fidanzata-collega di Patrick, donna molto forte e fragile allo stesso tempo; il poliziotto Jack Doyle (Morgan Freeman) che accetta riluttante la collaborazione dei due giovani detective e che poi si ritira una volta che il caso sembra essere chiuso in maniera negativa; e Remy Broussard (un incisivo Ed Harris) che sembra prendere a cuore la crescita e la formazione del giovane Patrick e che nasconde lati oscuri della propria persona e della propria vita.
Il regista getta il suo sguardo sull’umanità e le sue sfaccettature, ma anche sui rapporti tra genitori e figli e sulla società e i suoi prodotti, e lo fa in maniera del tutto oggettiva, lasciandoci lo spazio di riflettere e decidere per conto nostro sulla giustezza o meno di ciò che vediamo sullo schermo e delle decisioni che ciascun personaggio prende strada facendo. È giusto uccidere una persona perché è un pedofilo e ha ammazzato dei bambini? E’ giusto far tornare una bambina con una madre irresponsabile e tossicodipendente? È giusto denunciare una persona che ha eluso la legge per il bene di una bambina? E’ giusto anteporre i propri ideali al sentimento d’amore verso un’altra persona? Ben Affleck si pone e ci pone tutti questi interrogativi ai quali non è possibile dare una risposta assoluta o una soluzione universale. Tutto ciò dipende dalla nostra sensibilità, dalla nostra cultura, dalle nostre credenze, dal nostro background, dalla nostra moralità e da quanto questa sia più forte di tutto il resto. Per Patrick lo è, ed è per questo che il finale del ragazzo che guarda disilluso e deluso uno schermo televisivo è di una forza dirompente.
Ben Affleck ha dimostrato ottime doti non solo di sceneggiatore, ma anche di regista filmando alcune sequenze davvero memorabili, come quella dello scambio Amanda-denaro tra i detective e gli spacciatori (sequenza che viene poi rivisitata sotto vari punti di vista tramite alcuni flashback perfettamente costruiti) e quella molto particolare e intensa dell’irruzione di Patrick e Remy nella casa di alcuni delinquenti sospettati di aver rapito un altro bambino, inframmezzata da alcune dissolvenze in nero che descrivono alla perfezione il livello di disperazione e di angoscia del protagonista costretto a confrontarsi con una realtà con la quale non aveva fatto i conti.
Gone baby gone è un ottimo giallo-thriller che mescola azione a riflessione e che si caratterizza per qualità tecnica ed espositiva, che ci pone davanti ad uno specchio e ci costringe a confrontarci con noi stessi e con la nostra interiorità più profonda e imperscrutabile, ma sicuramente più viva e determinante che mai per la nostra esistenza e per il nostro rapporto con la realtà e col resto dell’umanità.